Nella terza giornata delle fasi finali dei campionati giovanili la scena sarà tutta per le semifinali del campionato Under 16 di A e B. Si comincia con Empoli-Benevento, alle ore 17.30 allo stadio Capanni di Savignano sul Rubicone. Alle 20.30 Juventus-Inter che invece si affronteranno al Mazzola di Santarcangelo di Romagna. Entrambe le sfide saranno tra squadre provenienti da gironi differenti. Nessun precedente dunque. E tanto basta per aspettarsi davvero di tutto.

 EMPOLI (4A) – BENEVENTO (2C) ore 17.30
Tra Empoli e Benevento vietato guardare le posizioni di classifica nella stagione regolare. Contano poco, anzi nulla. Sbagliato anche saltare a conclusioni affrettate solo perché i toscani, nei quarti, hanno battuto due volte, e nettamente, la Roma, capolista a suon di record (punti e gol fatti) dello stesso girone dei sanniti. Tra Empoli e Benevento solo il risultato finale dirà con assoluta certezza se, tra le due, i rapporti di forza erano sullo stesso piano o sbilanciati da una parte.

Vista la potenza di fuoco di entrambe le formazioni, due sono i tipi di gara che ci si può aspettare di vedere. A viso aperto e a suon di gol; o di attesa per poi provare a sfondare di rimessa, accettando anche il rischio di giocarsela ai rigori. Il primo potrebbe essere un atteggiamento più tipico dell’Empoli, almeno per quanto visto nelle ultime uscite; il secondo forse una possibile scelta strategica da parte del Benevento, come già fatto a Sassuolo nell’andata dei quarti di finale (finì 0-0).

Come detto, entrambe le squadre hanno in rosa ragazzi che la porta la vedono e la centrano con disarmante facilità. Nell’Empoli Baldanzi è il top scorer della squadra, Fiumalbi nei playoff è sempre stato decisivo quando gettato nella mischia a partita in corso e in più, da Belluomini a Cassai, da Fazzini a Rossi, anche negli altri reparti gli stoccatori non mancano. Nel Benevento la stella è Olimpio, miglior marcatore di tutte le squadre giovanili della Strega con 22 centri e 3° classificato del Ranking Under 16 de La Giovane Italia. Con Giampaolo e Agnello forma un tridente d’attacco da 39 gol in stagione, a cui si aggiungono anche i 9 di Citarella e i 6 di D’Agosto.

INTER (1B) – JUVENTUS (1A) ore 20.30
La seconda semifinale, e questo è davvero un peccato, sarà a tutti gli effetti una sorta di finale anticipata. E la lista delle motivazioni che ci portano a vederla in questo modo è davvero lunga. In estrema sintesi, sarà l’unica delle due semifinali che vedrà affrontarsi due capoliste di gironi, sarà il remake della finale scudetto dello scorso campionato Under 15 (vinta dall’Inter), e, ultimo ma non ultimo, sarà la sfida che vedrà in campo il maggior numero di giocatori nel giro della Nazionale. Fatte queste premesse, possibile fare un pronostico? Assolutamente no.

Di ragazzi di grande prospetto in campo, come detto, ce ne saranno tanti. Di questi, due meritano un capitolo a parte: il bianconero Chibozo e il nerazzurro Gnonto. Fisicamente sono molto simili: stessa altezza, baricentro basso, grande forza fisica. Tecnicamente, poi, sono di un’altra categoria. Scartano avversari come birilli, se non contrastati dopo il primo tocco non si prendono più, e calciano a rete di potenza e precisione. Entrambi prediligono agire sulla fascia sinistra per poi accentrarsi e concludere di destro. A fare la differenza è forse la visione di gioco: Gnonto è più uomo squadra, oltre ai gol sa regalare anche assist al bacio, Chibozo tende invece all’individualismo.

Rispetto alla finale della passata stagione, che vide i nerazzurri stravincere addirittura per 5-0, questo nuovo confronto tra le due squadre sarà sicuramente diverso. A quella finale i bianconeri rischiarono seriamente di non presentarsi. I cori discriminatori contro il Napoli, al termine della semifinale vinta, divennero un caso nazionale. La gogna mediatica e la dura reprimenda da parte della società, mentalmente condannarono la squadra alla sconfitta ancor prima di scendere in campo. La voglia di riscattarsi, e di cancellare quella macchia, forse indelebile, sarà l’arma in più per la Juventus. L’Inter, dal canto suo, ha uno scudetto sul petto che non vuole scucire nel modo più assoluto.

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